Tecniche di irrigazione: i vantaggi delle diverse tipologie

metodi-di-irrigazione vantaggi e svantaggi

Tecniche di irrigazione: quali sono le diverse tipologie e quale scegliere per il nostro giardino?

In questo articolo esamineremo i vantaggi e gli svantaggi delle diverse tipologie, al fine di capire immediatamente quali possono risultare convenienti e adatti alla tua situazione.

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Intanto diciamo che, per irrigazione, si intende la pratica che consiste nel distribuire artificialmente acqua al terreno.

Bagnare la terra può avere scopi molto diversi tra loro, per i quali sarà possibile preferire una tipologia anziché un’altra.

Tipi di irrigazione

Il tipo di irrigazione più conosciuto è quella umettante. Si apporta cioè acqua al terreno allo scopo di inumidirlo. A seconda della zona, della situazione climatica e della latitudine, questo tipo di irrigazione può risultare

  • Necessaria: per climi molto aridi dove l’apporto di acqua è essenziale.
  • Ausiliaria: per zone dove la coltivazione sarebbe possibile, ma un apporto idrico ne migliora la produttività e i risultati.
  • Straordinaria: eseguita per condizioni particolari come stagioni eccezionalmente aride.

Un altro tipo di irrigazione è quello antiparassitario, usato per mettere in fuga alcuni tipi di parassiti infestanti come il grillotalpa, o causare l’asfissia della filossera.

Per i terreni che rappresentano un eccesso di salinità è possibile eseguire ad esempio un’irrigazione dilavante, favorendo il normale sviluppo delle colture.

Uno scopo importante per il quale è possibile apportare acqua è l’irrigazione termica, utile a mitigare la rigidità ambientale. L’acqua che scorre dal sottosuolo infatti risulta tiepida e affiorando sui terreni evita la formazione del gelo.

metodi-di-irrigazione impianto a goccia

Tecniche di irrigazione:come può essere effettuata l’irrigazione

Esaminiamo adesso i diversi tecniche di irrigazione:

  • Irrigazione per scorrimento: questo metodo di irrigazione consiste nel far scorrere l’acqua per tutta la durata dell’ adacquatura.

Ha il vantaggio di essere molto semplice da compiere in fase di esercizio e ha modeste spese di impianto. Contrariamente, esige di un notevole consumo d’acqua. Risulta particolarmente indicata per i prati e le coltivazioni erbose. Non è assolutamente attuabile per le sarchiate.

  • Irrigazione per sommersione: consiste nel sommergere completamente la coltura da irrigare. Può essere continua (tipica nelle risaie) o periodica (negli agrumeti siciliani)
  • Irrigazione per filtrazione laterale: con il terreno opportunamente sistemato a solchi pianeggianti, l’acqua entra da un canale irrigatore attraverso solchi distanti circa 34-40 cm. Quando saranno pieni, si dovrà chiuderli con qualche colpo di vanga in modo da far penetrare l’acqua in profondità, fino alle radici.
  • Irrigazione sotterranea: si fa pervenire l’acqua ai pozzetti collegati alla fonte tramite dei canali o tubazioni sotterranee profonde almeno 60 cm per non intaccare le arature.

Questo tipo di irrigazione ha il vantaggio di disperdere meno acqua di evaporazione e un enorme risparmio di manodopera. Tra gli svantaggi possiamo citare il costo d’impianto elevato.

Irrigazione a pioggia

L’irrigazione a pioggia è un metodo di irrigazione largamente usato che offre numerosi vantaggi in termini economici e di utilizzo.

Ripetendo le stesse condizioni della pioggia, la temperatura dell’acqua acquista a contatto con l’aria la temperatura sufficiente anche se proviene da pozzi profondi.

Non ci sono perdite lungo il percorso, si adatta a tutte le colture e consuma in media il 40% di acqua in meno rispetto ad altri sistemi.

L’impianto per l’irrigazione a pioggia è sostanzialmente costituito da tre parti:

  • Motopompa: che fornisce l’acqua dalla fonte e mette in moto gli spruzzatori.
  • Tubi conduttori: che possono essere di metallo plastica o fibrocemento.
  • Apparato aspersore: costituito da ugelli rotanti capaci di frangere il getto mediante uno o più spruzzatori.

Non ci sono particolari limitazioni al terreno e può essere adatta ad irrigare tutte le colture.

Detto questo, è importante sottolineare anche alcuni svantaggi derivanti dall’utilizzo di questi impianti. Il principale è sicuramente il costo elevato dell’impiantistica ma è importante sottolineare anche il rischio di evaporazione nel momento dell’ aspersione. Fenomeno che si verifica soprattutto nei mesi più caldi dell’anno.

Tecniche di irrigazione con minor dispersione d’acqua

Con il passare degli anni e i profondi cambiamenti climatici del nostro pianeta, nasce l’esigenza di sfruttare tecniche di irrigazione che prevedano di massimizzare i risultati produttivi con il minor apporto di acqua possibile.

Vediamo quali sono i più importanti e utilizzati:

Impianto a goccia

Questo metodo di irrigazione consiste nella distribuzione lenta, ma per prolungati periodi di tempo, di acqua al terreno mediante tubazioni nelle quali vengono inseriti i gocciolatori.

Questi apparecchi fanno sì che l’acqua fuoriuscita sia minima, risparmiando notevolmente sulla quantità utilizzata.

I gocciolatori sono lunghi circa 20-25 cm, provvisti di apparecchiature puntiformi (con fori di 0,1mm) che consentono all’acqua di uscire sotto forma di goccia

L’utilizzo di questo metodo è particolarmente indicato per i frutteti perché consente di localizzare la fuoriuscita dell’acqua in vicinanza delle piante, ma viene ormai utilizzato anche per le colture ortive in pieno campo, nei giardini e nelle serre.

La portata di un gocciolatore si aggira intorno ai 2-3 litri l’ora con pressione 1,5 /2 atmosfere.

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Impianto a microgetto

Una tra le tecniche di irrigazione più significative è quella a microgetto, usata principalmente per coltivazioni alboree, non presenta particolari differenze costruttive rispetto all’impianto a goccia. In corrispondenza di ogni pianta da frutto viene collegato un tubo erogatore, che sale in verticale per 60 cm a cui viene fissato un baffo. Il baffo è un tubo in polietilene arcuato alle cui estremità si trovano due microgetti, che permettono l’aspersione sottochioma per un ampiezza di 2-3 metri

Tecniche di irrigazione: impianto a boma

La boma è costituita da un traliccio metallico portante all’estremità superiore una intelaiatura orizzontale rotante del raggio di 30 – 40 metri, alla quale viene fissato un irrigatore. Si utilizza la boma nelle grandi coltivazioni perché un braccio di 30 m può coprire appezzamenti di un ettaro di terreno Il costo iniziale elevato viene ammortizzato dal risparmio in manodopera successivo.

Cosa è la fertirrigazione?

La fertirrigazione è un particolare sistema d’irrigazione a pioggia nel quale si unisce l’acqua e il liquame proveniente dal letame.

Si toglie il letame fresco dalla stalla e si mette nelle apposite vasche. Una tubazione porta l’acqua dal pozzo alla vasca e le due sostanza vengono miscelate nelle proporzioni volute.

L’acqua miscelata prosegue poi per le normali condutture dell’impianto di irrigazione.

Particolarmente indicato per le colture pratensi che forniscono foraggi più abbondanti e nutrienti.

Metodi di irrigazione: conclusione

In questo articolo abbiamo fatto luce sui diversi metodi di irrigazione, illustrandone i vantaggi e gli svantaggi. Alcuni di questi metodi sono applicabili a contesti piccoli, altri utilizzabili da aziende e professionisti. Agritalia, in linea con la sempre crescente emergenza idrica mondiale, sostiene in maniera forte irrigazioni a basso consumo di acqua.

Ti consigliamo di approfondire ogni argomento prima di intraprendere la costruzione di un impianto o scegliere quello che faccia al caso tuo.

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Non ci resta che augurarti, buona irrigazione!

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